La chiesa di S. Martino
La chiesa parrocchiale di Vergiate, dedicata a san Martino, sorge sulla piazza principale del paese. Fu costruita alla fine dell’Ottocento sul lato settentrionale della vecchia chiesa, di età tardomedioevale. L’aspetto attuale dell’edificio risente delle modifiche apportate al prospetto esterno nel corso di interventi di ristrutturazione condotti tra il 1962 e il 1965. Recenti lavori di restauro, condotti a partire dal 1991, senza intervenire all’esterno, hanno in parte riavvicinato l’interno della chiesa alla forma neoclassica voluta dal costruttore, don Enrico Locatelli.
La facciata, a salienti, è interamente rivesita da formelle in cotto e scandita da lesene che mettono in rilievo la struttura interna della chiesa, a tre navate. Le tre porte in rame sbalzato sono sormontate da bassorilievi raffiguranti scene della vita di s. Martino.
Al di sopra degli stessi si aprono tre rosoni: più grande quello sopra l’ingresso principale, più piccoli i laterali. Il timpano è ornato da un bassorilievo raffigurante Dio Padre.
Il campanile, tinteggiato in bianco, è decorato lungo gli spigoli da formelle in cotto disposte secondo un motivo che richiama le lesene della facciata. La cella campanaria mantiene i mattoni a vista.
La chiesa è a pianta longitudinale. Le tre navate sono separate da colonne sormontate da capitelli in stile ionico e scandite, lungo i muri perimetrali, da lesene. Colonne e lesene sono finite a stucco, ad imitazione del marmo giallo di Siena, mentre pareti e soffitto sono intonacati in grigio molto tenue. La trabeazione sopra le colonne presenta una decorazione più complessa. Partendo dal basso si incontra una prima fascia di finto marmo grigio venato, una cornice con motivo a foglie stilizzate, bianco su mattone, un’ulteriore fascia in finto marmo lucido gialla, cornici a festone, con greca in toni del grigio e ovuli. L’ultima fascia, più sporgente, è ancora in finto marmo grigio venato.
La navata centrale è coperta da una volta a botte. Lungo di essa corre un motivo di rombi e losanghe a rilievo e una serie di forature che interessano anche il catino absidale. Nelle navate laterali il soffitto piano è percorso da motivi decorativi analoghi ai precedenti.
Lo stacco tra navata e presbiterio è segnato da un arco a tutto sesto poggiante su semicolonne.
Il presbiterio, leggermente rialzato rispetto al piano della chiesa, ospita un pregevole altare in legno dorato, opera seicentesca di Bernardino Castelli da Velate. Lungo la parete del presbiterio e dell’abside trovano posto sei statue che raffigurano, a partire da destra, san Marco, san Matteo, sant’Ambrogio, san Carlo, san Luca e san Giovanni. Le statue sono intervallate da vetrate che raffigurano l’Ultima cena, il rosone della Chiesa cattedrale, il sacrificio di Isacco.
Sulla destra si trova la sede del celebrante, sulla sinistra una credenza entrambe del 1700, in legno di noce finemente lavorato. Mensa e ambone, in marmo chiaro e decorati con mosaici, sono stati realizzati nel 2000. Sul lato sinistro, all’ingresso dell’area presbiteriale, si trova il pulpito in legno dipinto.
La navata destra conduce ad un altare dedicato alla Vergine, in cui trovano posto: al centro una statua lignea della Madonna del rosario, a sinistra san Giuseppe e a destra sant’Anna con Maria bambina. Sotto l’altare è collocata la statua di Cristo morto, non visibile dai fedeli perché nascosta da un pannello. Lungo la navata quattro nicchie ospitano le statue lignee di sant’Ignazio di Loyola, san Luigi Gonzaga, santa Teresa di Lisieux, e santa Rita da Cascia. Tra le nicchie, vetrate di nuova realizzazione rappresentano misteri della vita di Maria. Procedendo dall’ingresso verso l’altare si riconoscono: sant’Anna con Maria Bambina, l’Annunciazione, il Magnificat.
La navata sinistra termina con l’altare del Sacro Cuore, la cui statua è custodita al centro dell’altare stesso, affiancata a sinistra da san Giuseppe e a destra da san Martino; sopra l’altare un piccolo affresco rappresenta la natività. Lungo la navata troviamo altre quattro nicchie che contengono le statue di sant’Agostino, sant’Agnese, sant’Antonio da Padova e san Francesco d’Assisi.
A metà della navata sinistra si apre l’ingresso alla chiesa iemale, ricavata nell’edificio della vecchia chiesa parrocchiale. L’area presbiterale corrisponde alla cappella di sant’Antonio, appartenente alla chiesa tardo-medioevale. La cappella conserva stucchi e affreschi realizzati nei primi anni del Settecento, in cui sono raffigurate scene della vita del santo. Sopra l’altare è stata recentemente collocata una pregevole croce in argento di epoca barocca.
Nella controfacciata è collocato l’organo, costruito nel 1898 dalla ditta Bernasconi di Varese.