CENNI STORICI
La chiesa di S. Maria Assunta, citata da Goffredo da Bussero nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, fu fondata verosimilmente agli inizi del XIII secolo. Situata nella parte alta del paese, zona di più antico insediamento urbano, fu probabilmente la prima chiesa parrocchiale di Vergiate.
Informazioni circa l’arredo e l’aspetto della chiesa di S. Maria provengono da alcune “ordinationi” risalenti alla visita pastorale che il cardinale Carlo Borromeo effettuò in Vergiate il 27 giugno 1570, di cui si conserva memoria nei Decreta s. Caroli et M.mi et Rev.mi Gasparis Vicecomitis Archiepiscoporum, manoscritto ora conservato presso l’Archivio Storico Diocesano di Milano: da esse apprendiamo che la chiesa aveva due altari ai lati dell’altar maggiore, rimossi in ottemperanza alle istruzioni arcivescovili. In seguito alla visita pastorale la chiesa fu restaurata e arricchita con la messa in opera dell’altare attuale e della balaustra marmorea.
La prima memoria riguardante la chiesa, conservata dai documenti dell’Archivio Parrocchiale, risale all’11 maggio 1383: in quella data Antonio de Daverio, figlio di Antoniolo, fondava per testamento il beneficio di S. Maria Assunta, obbligando alla celebrazione di messe nella stessa chiesa, alla distribuzione di grano ai poveri e alla celebrazione di un ufficio anniversario con quattro sacerdoti.
Nel 1493 i beni delle due chiese di S. Martino e S. Maria Assunta vengono assegnati al parroco Pietro dei Piantanidi, che ne diviene rettore e beneficiario.
Nel 1608 viene investito del beneficio Giovanni Battista Repossi, che vi rinuncia nel 1643. Il beneficio passa quindi al Conte Gio Batta Visconti e, alla sua morte, a Carlo Francesco Bossio, come risulta da una bolla di papa Innocenzo XI. Morto il Bossio, viene nominato nel 1719 il conte Mons. Ercole Sfondrati, canonico della Metropolitana di Milano. L’ultimo investito del beneficio è il sac. D. Carlo Braghini, l’8 maggio 1855.
Nel 1647 venne istituita una Dottrina cristiana “per li maschi” nell’oratorio di S. Maria Assunta e per le femmine in S. Maurizio, ma l’impossibilità per il parroco di dirigere entrambe portò all’unione delle due scuole in S. Martino.
Nel 1668, con testamento in data 14 agosto, il nobile Paolo Camillo Daverio di Vergiate fondò la Cappellania Ecclesiastica sotto l’invocazione di S. Maria Assunta, con l’onere di cinque messe settimanali nella chiesa sussidiaria di S. Maria, fondandone il perpetuo patronato nei discendenti legittimi della sua famiglia e, in mancanza di esse, del Rosario di Vergiate.
VISITA
La chiesa è a navata unica, rettangolare, preceduta da un portico retto da pilastri. Le murature sono realizzate con pietre non squadrate, di forma ovale o trapezoidale, a cui dimensione decresce man mano che si sale verso il tetto, legate con malta di calce. L’uso del mattone è limitato a zone poco estese. Nella realizzazione delle murature sono stati riutilizzati materiali reperiti durante lo scavo per la realizzazione delle fondamenta e materiali provenienti dalla demolizione di edifici antichi.
Sul lato settentrionale si apre una sola finestra, con arco a sesto acuto, strombata verso l’esterno: le sue dimensioni sono più piccole rispetto a quelle delle altre finestre presenti nella chiesa. Il serramento è fisso, la soglia, gli stipiti e l’arco sono in mattoni pieni. A questo lato è stata addossata una serie di vani ed un porticato, realizzati con gli stessi materiali impiegati per la costruzione della chiesa. A nord si trova anche il campanile, a pianta quadrata, intonacato all’esterno. Il vano per le campane presenta su tutti i quattro i lati aperture a sesto acuto. La copertura della soletta, recentemente costruita in cemento armato, è di coppi.
Sul lato occidentale si trova il sagrato. In posizione centrale si apre la porta principale di accesso alla chiesa: architrave e stipiti sono costituiti da gorsse pietre. Il lato destro del sagrato è completamente aperto e vi si erge un unico pilastro in pietra.
Nel lato meridionale sono riconoscibili tre sezioni. La parte sovrastante il portico, interamente intonacata, presenta un’unica finestra rettangolare dotata di inferriata. La parte centrale è caratterizzata dalla presenza di cinque finestre allineate, all’altezza di circa 4, 5 metri dal piano stradale. La prima da sinistra è stata murata, le altre presentano dimensioni e tipologia simili: sono ad arco a sesto acuto, strombate e con davanzale, arco e stipiti in mattoni pieni. Solo la terza sembra essere originale. La zona corrispondente al presbiterio presenta un basamento in pietre alto circa 1, 5 metri e due semipilastri in mattoni, che partano dal basamento e si innalzano per tutta l’altezza della muratura. Uno di questi pialstri è stato interrotto dall’apertura di una finestra ad arco a sesto acuto co stipiti in mattoni.
Il lato orientale è caratterizzato da un basamento continuo altro circa 1, 5 metri, in pietre, sormontato da quattro semipilastri addossati al muro. La sezione più a destra presenta una finestra strombata ad arco ribassato, con inferriata.
Lungo i lati meridionale e orientale è visibile l’aggiunta di una cordolo di muratura per l’appoggio del tetto.
La copertura è a capriate. Il tetto è a due falde, su due livelli. Il primo, più alto, copre la zona balconata, il secondo la rimanente parte della chiesa.
All’interno, un arco rivestito in cotto separa la navata dal presbiterio, pure rettangolare, voltato a crociera rialzata con costoloni in laterizio. La chiave di volta è costituita da un unico elemento in pietra in cui è scolpita una croce. Le vele sono intoncate di bianco. L’area presbiterale è rialzata con due gradini rispetto al piano del pavimento della chiesa. Una porta in legno dà accesso alla sacrestia, con volta a botte. La pavimentazione del presbiterio e della zona riservata ai fedeli è in cotto. Tutti i muri interni sono intonacati e sui due lati della chiesa corre una decorazione a croci patenti di colore rosso. Le finestre hanno una cornice di mattoni anche nel loro affaccio interno.
Sopra la porta di accesso al campanile è murata una lapide di marmo di Carrara, che ricorda le sepolture di Leandro Visconti e della moglie Eleonora Castiglioni (1581), scoperte sotto il pavimento in cotto, sul lato destro della navata, durante i lavori di restauro cui la chiesa fu sottoposta nel 1968.
Sul lato destro dell’altare, sotto il livello del pavimento, c’è un piccolo vano lungo 2 metri e alto circa 1, 80 metri, con volta a botte in mattoni e fondo in terriccio.
Da una scale che parte dal porticato del sagrato si accede a una balconata, composta da otto gradini e pavimentata con assi inchiodate. Un parapetto in ferro la separa dalla zona sottostante.
Il restauro del 1996
Le antiche stazioni della Via Crucis, sciupate dall’umidità e dal trasferimento dalla precedente collocazione nella chiesa parrocchiale, sono state restaurate seguendo scrupolosamente lo stile dei pezzi: le cornici sono state riparate, stuccate e dorate, le stampe pulite e ritoccate ove palesemente guaste.
Ai lati dell’arco che divide la navata dal presbiterio erano poste due statue della Madonna Dolente e di san Giovanni che, con la loro posizione e gestualità, invitavano a contemplare il Crocifisso, appoggiato alla chiave di volta dell’arco. Il trittico ligneo era stato smembrato per timore che le statue più basse potessero, per il loro valore, essere sottratte. Si sono perciò eseguite copie in resina, dipinte come gli originali, che restituisssero completezza all’insieme.
A destra dell’altare è stata definitivamente chiusa la tomba pavimentale. La copertura provvisoria in assi di legno è stata sostituita da una lastra di pietra locale che richiama il materiale costruttivo della chiesa stessa.
Nel presbiterio sono inoltre pienamente visibili i pannelli in scagliola dell’altare, non più coperti dalla mensa, costituita ora da un tavolo di legno sorretto da due colonnine che richiamano in modo semplificato le linee di quelle delle balaustre. La nuova mensa poggia sue due gradini che hanno permesso di ampliare lo spazio destinato al celebrante senza costituire una struttura d’ingombro nel ristretto spazio davanti all’altare. Infine è stato fissato con una cornice dorata il quadro raffigurante la Madonna Assunta, posto sopra il tabernacolo.