Ms. Enrico Colombo, presidente Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone
Vergiate, Mercoledì 30/11/2005
«Maestro, chi ha peccato perché nascesse cieco?» Il dolore innocente
All’inizio della beatificazione di don Carlo Gnocchi è stato edito il libro “Il dolore innocente” nel quale c’è lo spirito di don Carlo Gnocchi, che è la pedagogia del dolore innocente. Ci sono interventi del cardinal Martini, don Ciotti, Cacciari, Alberioni, msg. Ravasi.
C’è un dolore causato direttamente dall’uomo – un proverbio indiano afferma che quando gli elefanti litigano muoiono tante formiche – quando litigano i grandi, soffrono i piccoli. Nelle guerre d’oggi si dice che ad ogni militare morto corrispondono venti civili morti.
C’è poi il dolore che gli antichi definivano venire dal fato; non si sa il perché di tale dolore; terremoti, epidemie, malattie. A questo dolore non si può dare una risposta, non si spiega il dolore.
C’è il dolore dei bambini nel lavoro, nel commercio del corpo dei bambini, per situazioni indotte. Quando nella famiglia la coppia litiga, le conseguenze ricadono sui figli, che sono impreparati a capire la situazione. C’è la sofferenza degli immigrati di colore che sono sottoposti a pesanti battute.
In queste situazioni a volte cerchiamo di trovare il colpevole e risolvere così il dilemma. Come hanno fatto gli apostoli chiedendo a Gesù chi fosse il colpevole di fronte al bambino nato cieco, lui o i suoi genitori. Trovata la causa, tutto ritorna a posto. Il caso è descritto anche in Genesi 4 con la vicenda di Abele e Caino. L’uomo, usando male della sua libertà, disobbedisce a Dio e fa del male all’altro. Inoltre l’uomo che agisce così non si sente responsabile dell’altro. Alla domanda di Dio: «hai forse mangiato dell’albero?» Adamo risponde: «la donna che tu mi hai dato mi ha indotto a mangiare dell’albero.» Responsabile sarebbe Dio ed Adamo sarebbe innocente. Così Caino alla domanda di Dio: «dov’è tuo fratello?» risponde: «sono forse io custode di mio fratello?»
C’è anche nella mentalità comune l’idea del dolore giusto, del colpevole, che è bene che soffra perché l’ha voluto lui e l’idea del dolore dell’innocente. Anche la presa di posizione dei due ladroni crocifissi con Gesù è su questa linea; uno dice: «se sei Figlio di Dio salva te e noi», mentre l’altro dice: «neanche tu hai timore di Dio e sei condannato alla stessa pena; noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male.» A questo punto Gesù tace. Gesù non ha detto: «hai ragione.» Questo silenzio di Gesù non può passare inosservato.
Se mettiamo un delinquente ammanettato tra due carabinieri, un bambino sta dalla parte del delinquente, perché sente che egli prova sofferenza; non pensa: «gli sta bene, l’ha voluto lui!» Il bambino sente il mistero del dolore prescindendo dalle cause che l’hanno provocato.
Così noi dobbiamo imparare a non dare giudizi sul dolore, giusto, ingiusto; la Bibbia non dice nulla in proposito.Il problema è più grande di noi e non sappiamo vederlo nella sua interezza di particolari. Salvo giustificarlo come pena secondo un codice scritto da uomini.
Però di fronte ad un bambino che soffre non ci sono nemmeno queste giustificazioni. Esso appare chiaramente contro natura, che è fatta per la vita. Il vedere la vita sofferente, ridotta, stroncata ci porta a pensare ad un’ingiustizia della natura. Vedere un bambino così è, per il genitore, un grande dolore visto nella prospettiva presente ed una futura quando il genitore non ci sarà più.
Scrive msg. Ravasi: il libro di Giobbe è di ardua decifrazione nel suo significato ultimo, in quanto spiegare questo libro, come affermava San Girolamo, è come tenere in mano un’anguilla; più forte la tieni, più velocemente scivola via.
Giobbe cerca di vivere alla massima obbedienza al progetto di Dio e, nonostante questo, cade in una malattia che lo ricopre di croste; si sente abbandonato da Dio. I saggi del tempo, fermi sulla posizione che ogni dolore è la conseguenza di un peccato, insistono per consolare Giobbe cercandolo di convincerlo che è colpa sua se soffre. Giobbe invece è convinto di non avere fatto del male e che quindi Dio è ingiusto nei suoi confronti. La posizione dei suoi saggi amici lo inaspriscono ancora di più. Di fronte al dolore ed all’afflizione, bisogna imparare a tacere.
Quando Dio parla a Giobbe, non gli spiega il dolore; gli spiega tutta la creazione: «quando facevo la montagne, ho chiesto il tuo parere? Quando ho creato gli uccelli, ti ho chiesto come avrei dovuto fare?» Giobbe Allora si accorge di aver parlato troppo chiedendo a Dio una risposta ai suoi guai. Bisogna imparare dalla difficoltà della sofferenza ad avere fiducia in Dio, imparare che esiste un piano nel quale forse a fatica si riesce anche a leggere la positività della sofferenza, senza però chiedere il motivo del dolore.
Dolore e sofferenza non sono volute da Dio. Nel Vangelo abbiamo una lunga serie di guarigioni; anche se forse al termine guarire bisognerebbe sostituire il termine curare. Inoltre Gesù non è sfuggito dal dolore; non lo ha cercato, ma non è nemmeno sfuggito e l’ha affrontato. Gesù ha dato molta attenzione alle sofferenze che ha incontrato.
Don Gnocchi ha inizialmente affrontato la guerra in prima persona quasi fosse una passeggiatina; poi, constatata la durezza e la sofferenza immane della guerra, con scempio di bambini, ha preso l’impegno di curare i mutila tini dovendo pendere anche posizioni dure con i responsabili del governo italiano. Anche don Gnocchi non si spiega il dolore innocente, ma cercò di far sì che, attraverso il dolore del mondo, questi venisse redento. Tale dolore non doveva venire disperso.
A Cesano Boscone l’Istituto Sacra famiglia ospita 1300 ospiti permanenti più 300 giornalieri. Si cerca di dare un senso al dolore.
buongiorno,
E’ DA QUANDO SON NATO CHE CERCO DI CAPIRE IL DOLORE INNOCENTE DEI BAMBINI. MA A TUTT’OGGI NON NE CAPISCO IL SENSO E RIMANGO ANGOSCIATO. IL DOLORE INNOCENTE E’ IL BALUARDO DELL’ATEISMO, IO SONO CREDENTE E PRATICANTE MA DI FRONTE AL DOLORE DEI BIMBI RIMANGO SGOMENTO PERCHE’ E’ CONTRO NATURA. NON HA NESSUN SENSO IL DOLORE DI BIMBI INNOCENTI….AIUTATEMI A CAPIRE.