Dott. Prof. Don Pierantonio Tremolada Vergiate Lunedì 29/11/2004
L’argomento, Bibbia e Satana, è pure trattato partendo dalla Parola di Dio, cui rimaniamo attenti a da cui ci lasciamo ammaestrare, stando pure attenti a non dire qualcosa di nostro, delle nostre idee e considerazioni poiché tutto questo può portare a scivolamenti estremamente pericolosi.
Partiamo dalla considerazione che la Bibbia non ama parlare di Satana, non ne parla volentieri e che quindi noi dobbiamo fare lo stesso; non dobbiamo considerare quest’argomento troppo interessante. È un argomento affatto interessante; tuttavia è doveroso affrontarlo. La Bibbia non parla volentieri del diavolo, parla volentieri di Dio, di conseguenza parla anche del diavolo.
Noi sappiamo che la rivelazione di Dio nei testi delle sacre scritture ha trovato il suo compimento nella persona di Gesù; quindi la Bibbia, in particolare il N.T. parla volentieri di Cristo e di conseguenza anche del diavolo in rapporto con Lui.
Che cosa dicono le Sacre Scritture riguardo al diavolo? La Bibbia non si diffonde a descrivere il personaggio, ma è estremamente più interessata a ciò che il diavolo fa in rapporto con l’uomo. Troveremo pochi dati sulla sua figura: come si presenta? La Bibbia dice invece che cosa il diavolo fa all’uomo, dell’uomo, al mondo, a Dio. Se noi non ci mettiamo in questa prospettiva e ci lasciamo andare alla fantasia, facciamo il suo gioco nel mondo. Se riflettiamo a quanto accade a causa sua, lo prendiamo molto più sul serio.
NOMI
Come viene denominato nelle Sacre Scritture?
- Satana dall’ebraico “il Satan” che letteralmente significa, anche al di fuori del contesto specifico, l’accusatore (in una corte di tribunale). Questo termine lo troviamo anche nell’Apocalisse (colui che accusava i nostri fratelli giorno e notte). Poi, in seguito ad un’evoluzione del termine, è stato usato per indicare in senso specifico l’avversario (colui che sta contro). Se accusa, significa che sta contro e quindi anche tentatore. Attraverso questi tre termini, accusatore, avversario, tentatore si riuniscono i concetti venuti alla luce a suo riguardo.
Nel libro di Giobbe si presenta l’azione del diavolo per accusare o segnalare la situazione di qualcuno. Il Satana che si presenta a Dio che gli fa osservare come il suo servo Giobbe sia un uomo giusto e Satana che risponde: “Come giusto? Sono capaci tutti di esserti fedeli quanto a loro va tutto bene. Gli hai messo attorno la siepe, non gli manca nulla e quindi ti ama e ti obbedisce. Ma prova a togliergli qualche cosa e poi vedrai se ti obbedisce ancora!” Satana accusa davanti a Dio che Giobbe è fedele per la sua situazione. “Ma prova a farlo soffrire un attimo e poi vedrai se ti ama veramente”. Insinua il sospetto che Giobbe sia apparentemente giusto, in realtà è interessato. Il Signore Dio dice: “Proviamo” ed accade che Giobbe si ritrova a fare esperienza del dolore senza colpa e rimane fedele e giusto.
- Diavolo è un termine cui siamo molto abituati. Deriva dal greco Diabolos che etimologicamente allude al significato di divisore. Colui che divide, separa, fomenta divisioni, recide i legami, crea fratture, contrasti, contrapposizioni. Genesi 3 lascia intendere che questa divisione va a toccare le tre relazioni fondamentali dell’uomo:
- - legame tra uomo e Dio che viene reciso e quindi l’uomo si chiude su se stesso in un mondo in cui Dio non c’è più;
- - legame con gli altri uomini, legame interpersonale, sociale; legame tra uomo e donna come in Genesi 3: prima erano una cosa sola, carne della stessa carne, ossa dalle stesse ossa; poi l’uno fu contro l’altra;
- - legame con il mondo, la realtà, la natura, il creato che costituisce l’ambiente vitale per l’uomo; le cose che si hanno, che si vedono, gli altri esseri; la comunione originale viene tolta; l’uomo deve sudare per avere il frutto dalla terra, deve difendersi dalle bestie che diventano anche feroci.
Consideriamo ai conflitti persistenti nella storia dell’umanità. Fa molta impressione che tutta la storia umana sia stata segnata dalle guerre. Conflitto, divisione, contrasto sono una regola del vissuto umano. Sicuramente ciò è colpa anche di Satana. Satana agisce su persone libere e lui lo sa, come lo sa Dio; Dio e Satana tendono a conquistare la nostra libertà, ma in modo diverso.
- Apocalisse 20, 2 Satana, diavolo, drago, serpente antico. Apocalisse 12 richiama il drago; “Nel cielo poi apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.” Il colore rosso dell’Apocalisse richiama il sangue; quindi il drago è omicida, vuole la morte degli uomini. Inoltre il drago, per definizione, è il mostro per eccellenza, misterioso, che non si vede in natura: mostruosità, misteriosità e potenza, tendenza omicida del drago. Serpente antico perché è legato alle origini della storia umana con il peccato originale. Quindi il serpente rappresenta il diavolo. Perché l’Apocalisse ci lascia intendere di rappresentare con un serpente quella realtà cui diamo anche altri nomi? Perché il serpente, in quanto tale, ci permette di intuire, se non la realtà ultima che rappresenta, ma almeno il modo di agire di Satana. Il serpente suscita ribrezzo, paura della morte che arreca, è un essere viscido, sinuoso e inafferrabile, è impostore e falso, che arriva di nascosto, sibilante. Satana non è un serpente, ma opera in maniera analoga al serpente che diventa un essere simbolico dell’agire di Satana e della sua seduzione, menzogna, inganno con cui opera sempre.
- Demonio L’etimologia non ci aiuta. I Farisei accusavano Gesù di scacciare i demoni in nome di Belzebul, principe dei demoni. Quindi demonio lui stesso per eccellenza, secondo i Farisei. Quando diciamo di uno che è un demonio, intendiamo di lui che è perfido, di cui bisogna molto guardarsi. Nel N.T. ci sono racconti della liberazione di ossessi dal demonio, o esorcismi. Nel Vangelo i demoni sono soggetti che possono essere chiamati spiriti impuri o spiriti immondi. Spiriti significa esseri non umani, non riconducibili all’esperienza dell’essere umano. Immondi richiama il fatto di essere non puliti, pericolosi per le contaminazioni che possono provocare. Il concetto di “impurità od immondezza” si configura nel Vangelo anche in rapporto con Dio. Marco 1, 21-27; Gesù che entra nella sinagoga di Cafarnao per parlare ed una persona posseduta da uno spirito immondo si mise ad urlare: “che cosa abbiamo a che fare noi con te, Gesù di Nazareh? Sei venuto a rovinarci. Io so chi tu sei, sei il santo di Dio”. Gesù lo zittisce e lo scaccia. Il termine immondo va inteso in senso relativo all’aggettivo santo riferito a Dio. Immondo allude qui a ciò che sta agli antipodi della santità. Sono concorrenti, avversari, si faranno guerra. Sono due opposti. Colui che si contrappone al santo è il nemico di Dio.
Nella parabola della zizzania e del buon grano i servitori chiedono al padrone come mai è nata la zizzania dove egli aveva seminato buon grano ed il padrone risponde che un nemico ha fatto questo. Poi ancora: “colui che semina la zizzania è il diavolo”.
L’avversario si precisa anche in questa linea; l’avversario è demonio, nel senso di spirito immondo, che si pone agli antipodi della santità di Dio e la contrasta in tutti i modi; cerca di rendere impuro ciò che viene da Dio ed in particolare cerca di rendere impura la realtà più grande che Dio ha creato: l’uomo; cerca di contaminarla strappandola alla santità, condurla nella direzione opposta, verso la corruzione prima di tutto spirituale e poi morale.
Se andiamo su questa linea ci rendiamo conto del perché i diavoli o demoni vengano rappresentati come esseri orribili, appunto perché contrari alla santità di Dio. La santità include la bellezza, è la perfezione del bene, del bello e del vero. Tutto ciò che nell’esperienza umana è negativo, anche dal punto di vista estetico, qui lo ritroviamo. I diavoli sono quindi brutti da vedere, da accostare per il cattivo odore, che si contrappone al buon odore dei santi, sono orribili da toccare, le loro manifestazioni nelle possessioni demoniache (peraltro da accostare con le pinze e non a piè sospinto) sono a loro volta orribili perché distruggono la dignità dell’uomo che rendono immondo e strappato dalla sua bellezza e dignità, essenzialmente sin dall’inizio creatura di Dio, creato ad immagine e somiglianza di Dio. Perché Satana si comporta così con l’uomo? Per la gelosia nei confronti dell’uomo fatto ad immagine di Dio.
- Principe di questo mondo Gv 12, 31,32: “0ra il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me.” In Giovanni abbiamo due contrapposizioni tra due figure regali: il Messia Re che accetta di salire sulla croce e dalla croce regna per sempre nel mondo ed il principe del mondo che viene cacciato fuori, esautorato, proprio grazie a questa morte in croce accettata liberamente, attraverso questo incredibile atto d’amore del figlio di Dio che si fa solidale con gli uomini fino al punto di farsi carico della loro malvagità fomentata dal principe di questo mondo; ma proprio con la morte in croce e la risurrezione di Cristo è vinto.
Questo soggetto, dunque, non è soltanto principe dei demoni, ma anche principe del mondo e quindi, secondo Giovanni, questo soggetto ha un potere effettivo nel mondo, dentro la realtà umana. Per Giovanni il mondo indica due cose di cui la prima è l’umanità (nel prologo del suo Vangelo: Egli venne nel mondo, il mondo fu fatto per mezzo di Lui, eppure il mondo non lo riconobbe). Il mondo sono gli uomini che, come ci insegna Genesi, entro il mondo danno espressione della loro umanità; Genesi ci ricorda che ciò che circonda l’uomo è stato creato da Dio per lui perché fosse veramente uomo. Nella situazione in cui viviamo noi, fino a che Gesù Cristo ritornerà, c’è la sovranità del principe di questo mondo. Questa sovranità è sì stata vinta da Cristo, ma va ratificata dalla libertà di ciascuno di noi fino a quando il Signore tornerà e prenderà questo soggetto, dice l’Apocalisse, e lo getterà nello stagno di fuoco. Ma fino a quel momento questo soggetto, precipitato dal cielo sulla terra (Apocalisse), esercita il suo potere regnando non solo sui demoni, ma anche sugli uomini.
Questa possibilità che può regnare anche su di noi può spaventarci. Come possiamo difenderci?
- Satana
Satana è un soggetto, non parliamo di Satana persona perché la persona è relazione ed è un termine troppo nobile per lui. La relazione è tra la creatura e Dio; se si toglie Dio, la creatura è chiusa in se stessa ed è il tutto, ma non è più nessuno. Satana è un soggetto che si considera il tutto perché non è capace di relazionarsi. È il divisore; e tutto questo lo compie a partire da se stesso. È l’io assoluto, guarda a ciò che gli sta intorno come esistente in sua funzione e di cui si deve servire per appagare se stesso. Come è stato già osservato dal card. Ratzinger, il concetto di persona non gli è adeguato; il termine persona è molto impegnativo. Tutto questo è in contrasto con il grande mistero di Dio, che è mistero di relazionalità, comunione, unità nell’amore. Il grande segreto di Dio è la Trinità e Trinità è comunione; Satana è esattamente il contrario. È la solitudine assoluta ingigantita che fagocita tutto. Dante lo rappresenta come un essere di ghiaccio che si mangia gli uomini in una freddezza totale ed assoluta, chiuso nella sua solitudine. Il suo potere è tirannico, in quanto tutto ciò che ha a che fare intorno a sé è visto in sua funzione. Se aggiungiamo la sua gelosia nei confronti dell’umanità, si ricava che il suo atteggiamento è quello dell’odio totale.
Vediamo ora come il significato dei nomi dati ricevano una logica connessione alla luce di alcuni testi del N.T. Come viene presentato il diavolo nel N.T. ed in particolare nei Vangeli? Non vogliamo dire né di più di quanto si dice nel N.T. e ciò è tanto.
Abbiamo ripulito tutto il nostro immaginario. Se diciamo che il diavolo ha le corna, perché ha le corna? Perché è animalesco, mostruoso. Perché è rappresentato brutto? Perché è immondo. Nello stesso tempo, se è untuoso e principe del mondo, è temibilissimo, va preso molto sul serio. Però è anche molto astuto, come il serpente antico; che cosa vuol farci credere soprattutto? Per prima cosa che non c’è; che queste cose, il diavoletto con le corna e la coda è favoletta da ragazzi. Oppure, all’estremo opposto, che c’è ed allora vediamo le scene di possessione demoniaca e di esorcismo; queste tuttavia sono manifestazioni rare e sconvolgenti, ma non è soprattutto lì che Satana mostra il suo potere, è molto più astuto. Non dobbiamo pensare che Satana si riconduca a manifestazioni sconvolgenti e di cui restiamo allibiti. Satana mostra il suo potere tentando. Di fronte alle manifestazioni di satanismo, tuttavia, ci rendiamo conto che la distruzione che compie all’uomo può arrivare fino a questi punti. Non c’è limite alla sua fantasia distruttiva.
Non va dimenticato che, nella maggior parte dei casi, l’azione di Satana è molto più distruttiva, subdola, raffinata.
Ricordiamo il brano delle tentazioni di Gesù. Il diavolo è colui che tenta Gesù, addirittura Lui, e quindi immaginiamoci noi. Se osa tentare Gesù è perché vi è costretto, in quanto Gesù è diventato una cosa sola con noi. Quindi Gesù affronta Satana per noi; è come se Gesù prendesse il posto dell’Adamo originale. Che cosa accade tra Gesù e Satana ed in che cosa consiste la tentazione? La tentazione avviene a partire dalla realtà che lo costituisce in forza della quale Satana si trova nella posizione dell’avversario di Dio. Dio porta nella pienezza della sua vita. Satana, nella direzione contraria. Satana tende a strappare l’uomo da Dio e quindi distruggerlo, portarlo in una direzione contraria a quella che Dio desidera per lui, lontano dalla sua volontà, in una strada diversa da quella che Dio gli ha indicato.
Nella nostra esperienza riscontriamo che è proprio così. Quando si pecca, si cede alla tentazione. Però è importante intuire che in quella tentazione c’è anche Satana; perché Satana fa leva su quella dinamica del nostro io che è simile alla sua, su certi aspetti, perché tende a chiudersi su sé stesso ed assolutizzarsi, in qualche caso rifiutando Dio e sfruttando gli altri, le realtà che ha attorno per sé. Questa attenzione ad ingigantire il proprio io è tipica di una libertà malata. Satana fomenta tutto questo. È significativo per noi che tutto questo sia accaduto anche a Gesù. In Luca 4,1-12 Gesù viene portato nel deserto dallo Spirito santo. Il diavolo si avvicinò a Gesù che aveva digiunato e provava fame e gli disse: “se tu sei il Figlio di Dio (non mette in discussione che Gesù è il Figlio di Dio, ma cerca di dimostrargli come avrebbe dovuto cercare di esserlo) per te, che hai una potenza infinita, è un attimo trasformare queste pietre in pane”. Questa tentazione fa leva sull’io; “perché ti abbassi così?” “Perché ti umili così? Meritano questi esseri la tua umiliazione?” Risponde Gesù: “non di solo pane vivrà l’uomo”. L’attaccamento alla Parola di Dio annulla la tentazione.
La tentazione è la messa in discussione della realtà di vivere il nostro rapporto con Lui. Indirettamente la tentazione significa: “perché devi essere obbediente a Colui che ti chiede di fare questo? È ingiusto, è assurdo, tu non ti meriti una cosa di questo genere! Gesù ha la colpa di essersi fatto battezzare, mescolato a tanta gente, di essere andato a ricevere il battesimo per la remissione dei peccati pur non avendo nemmeno l’ombra dei peccati.
“Tu hai potere assoluto. Questi uomini te li conquisti in un attimo e comunque essi non meritano quello che stai facendo. Ti disprezzeranno, ti faranno soffrire”. Qui troviamo l’astuzia e l’opposizione radicale al mistero di Dio.
Alla fine il demonio conduce Gesù in alto mostrandogli tutti i regni della terra dicendogli: “ti darò tutto questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani ed io la do a chi voglio, se tu ti prosterai davanti a me. Tutto questo sarà tuo”. Che cosa colpisce qui? È mai possibile che tutto il mondo sia di Satana? Ed anche dice ciò a Gesù. Ma non è vero che tutto il mondo è di Satana, se intendiamo per mondo tutto quello che esiste. È vero nel senso evangelico di mondo: tutto quello che nella nostra società non è santo, non è impostato secondo Dio. Si tratta di poteri, di domini, costruito con l’inganno, tutto questo appartiene a Satana. Questo significa “principe del mondo” e non che domina su tutto ciò che esiste.
Satana domina nei centri di potere che distruggono l’umanità e che possiamo anche identificare; negli altri ambienti troviamo persone che non accettano tutto questo. Nella misura in cui essi si oppongono creano un mondo diverso.
Il mondo, di fatto, presenta i segni del dominio di Satana e, tuttavia, queste realtà si sono create perché qualcuno si è inchinato, ha ceduto alla tentazione. Come si fa ad inchinarsi di fronte a Satana? In qualche caso si arriva addirittura a vendere l’anima a lui. Sono però casi esasperati, dove si vede anche fisicamente che la persona è stata come conquistata. Questo potere esercitato dal mondo che forma assume?
Nei Vangeli si parla del potere di Satana in due modi:
Nelle possessioni, quando Satana si impadronisce degli uomini; sono casi gravi in cui lui interviene sempre. Noi ci chiediamo fino a quale punto tutto questo è veramente realtà o non si tratti invece di una rilettura di malattie psicosomatiche gravi che noi oggi chiameremmo con il loro nome; ci sono però manifestazioni del potere demoniaco sugli uomini che possono avere qualche forma esasperata.
Ma poi ci sono manifestazioni del potere di Satana che sono quelle che il Vangelo dice riguardo ad un discepolo di Gesù che si chiama Giuda. Nel Vangelo si dice che Satana entrò in lui. Prima gli suggerisce di consegnarlo (Gesù) e poi, addirittura, i Vangeli di Luca e Giovanni dicono che Satana entrò in lui. Però Giuda non schiumò, non si buttò a terra, non parlò ad alta voce, era sempre il suo solito. Poi è accaduto che quest’uomo si tolse la vita. Satana evidentemente l’ha ingannato perché Giuda dice: “ho tradito sangue innocente”. Ci colpisce il fatto che siamo presenti ad un potere che non va incontro a manifestazioni impressionanti dove anche la dignità dell’uomo viene meno, dove la sua stessa figura viene come distorta. Ciò che impressiona è il fatto che gli uomini sono condotti a fare azioni, scelte, assumere atteggiamenti disumani, magari con guanti bianchi, dentro uffici assolutamente eleganti dove si decidono i destini di centinaia di migliaia di persone. Che cosa porta l’uomo a prendere certe decisioni, fare certe scelte, assumere simili comportamenti? La tentazione, realtà molto seria. Essa ha varie gradazioni, ma l’obiettivo è sempre lo stesso, l’omicidio, perché Satana è un assassino nel senso più forte della parola. Satana ha come obiettivo la morte dell’uomo intesa in senso biblico: non solo far fuori fisicamente l’uomo, ma farlo fuori essenzialmente. Che cos’è questa morte che piace tanto a Satana e che vorrebbe regalare a ciascun uomo? Non è semplicemente mandarlo nel sepolcro, ma mandarlo nel sepolcro, ad esempio da suicida, da vittima ammazzata da un altro. Vuol vedere l’uomo disperato perché sa che l’uomo può morire con onore e ciò non gli piace. Lo vuole disperato, angosciato, impaurito all’estremo, disonorato il più possibile, gli vuole togliere quella grande dignità che Dio gli ha dato e di cui, probabilmente, ne è geloso, invidioso all’estremo. Ciò lo dice il libro della Sapienza 2, 24: “la morte è entrata nel mondo per invidia di Satana e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.” Se riflettiamo bene su questa frase non possiamo dare alla parola morte il significato del morire, perché tutti muoiono, ma non tutti appartengono a Satana. Chi appartiene a Satana e fa l’esperienza della morte? È chi vive e muore in un certo modo. Ciò significa che si può morire senza angoscia, senza disperazione. Chi crede muore sereno. È difficilissimo, però nella misura in cui si compie un cammino di fede, quella che si chiama morte non spaventa; è come un sonno. “La bambina non è morta, ma sta dormendo, si risveglierà.” La vera morte è la perdizione e si può essere perduti anche essendo belli, sani, ricchi, giovani: non essendo più uomini, ma morti che camminano. Tutto questo è un’opera notevole di Satana. Si diventa esseri che odiano, gelosi in modo esasperato, egoisti incredibili, ove tutto e gli altri sono in funzione di sé stessi, vittime del loro stesso potere, che hanno ingrandito talmente il proprio io per cui non esiste nient’altro che lui e tutto esiste per lui. Ci sono forme aberranti e clamorosamente eloquenti di tutto ciò. I grandi tiranni della storia sono figure sataniche pur non possedendo caratteristiche di satanismo come appare nei casi conclamati. La forza satanica nel mondo spinge proprio nella direzione della sete del potere, del denaro, delle passioni distruttive dell’uomo facendolo dipendente, nella direzione dell’esasperazione degli egoismi umani, creando divisioni, odi, contrapposizioni.
N.T. Giovanni 8, 43-44; Nel dialogo tra i Giudei che avevano iniziato a credere in Lui, questi Ebrei dichiarano di essere figli di Abramo, di essere liberi, di avere un solo padre, Dio; Gesù purtroppo arriva a dir loro: “voi avete un padre, che è il diavolo omicida fin dal principio, menzognero e padre della menzogna.” Qui vi sono due termini fondamentali sul diavolo: è omicida e menzognero. Omicida, colore rosso, assassino. Il rosso è sangue. Il vampiro, persona satanica, beve il sangue. Nello scorso secolo quanto sangue si sono bevuti gli uomini tra di loro, per dire: Hitler, personalità complessa, forse vittima anche lui. Satana sa che deve fare i conti con la responsabilità dell’uomo e lo porta a decidere seducendolo e facendogli credere che la vita sta qui, in un gusto sadico di dare la morte facendogli credere che vi trova la vita.
Genesi 3 dice esattamente questo, nella grande seduzione ed inganno del serpente. “cosa ti ha detto Dio? Di non mangiare tutto?” “No Dio ha detto che possiamo mangiare tutto tranne dell’albero.” “E perché Dio ha detto di non mangiarne? Perché Dio non vuole che voi siate come Lui. Dovete essere sottomessi a Lui. Ma provate a mangiarne. Quando mangerete quel frutto, voi sarete come Lui.” Poi dirà la donna: “il serpente mi ha ingannata”. La tentazione è una sorta di inganno perpetrato in modo raffinato: “ma certo, concediti tutto, non lasciarti mancare niente, è così che si è felici” detto soprattutto in chi opera in posizioni di responsabilità, cosa pericolosissima perché poi coinvolge un numero incredibile di persone. L’Apocalisse dice che il drago dà il suo potere alle due bestie; la prima è simbolo dell’impero e con l’impero Satana può diffondere la morte in modo molto consistente e raggiungere le grandi masse. Nel momento attuale noi abbiamo strumenti enormi di potere che, probabilmente, saranno molto appetiti da Satana, sono gli strumenti della comunicazione sociale. Essi in sé sono una cosa buona; stampa, TV, internet sono però uno strumento enorme di potere e quindi sono considerati da Satana come canali privilegiati per poter diffondere ciò che uccide la mente prima di tutto, l’idea di uomo, di vita, di relazione interpersonale. Tutto questo in modo molto raffinato perché ciascuno ha la sensazione di essere libero. Però con essi si crea un’opinione pubblica, un modo di pensare. In essi non dobbiamo cercare un Satana musone con le corna.
Possiamo domandarci come si giunti oggi a certi comportamenti, ad un certo modo di pensare, a tenere ciò che ci distrugge. Perché una società possa concedere pacificamente tutto questo e ritenere ciò un guadagno, che dimostra la nostra libertà? Gli strumenti della comunicazione sociale possono essere molto potenti e distruttivi e noi dobbiamo difenderci per non soggiogarci ad un modo di pensare comune che poi può portare anche a casi estremi di cui ci è anche recentemente giunta notizia. Questi casi estremi non sono molto distanti da un certo modo di pensare non più in grado di custodire la bellezza dell’uomo, la sua grandezza, la sua dignità, la sua verità.
Non vogliamo concludere di essere davanti a tutto ciò come esseri impotenti ed incapaci di contrastare, ma concludiamo con Apocalisse 20,10 in cui si dice che il serpente, antico, Satana, il diavolo, al ritorno del Cristo risorto, sarà precipitato nello stagno di fuoco e zolfo. Si ricava che è nata una sorta di battaglia che noi potremmo chiamare “lotta spirituale” che si compie nell’intimo di ciascuno di noi. Noi sappiamo che il male esiste e va contrastato. La scrittura ci ha detto che dietro questo male c’è anche un tentatore: non sappiamo immaginarcelo e non dobbiamo immaginarcelo troppo. E comunque fa parte di una realtà non accessibile alla nostra mente più di tanto, come, a maggior ragione, non è accessibile il divino. L’esperienza del male è pur sempre un’esperienza spirituale, anche se capovolta. Anche se la cosa non è simmetrica, quando il bene incomincia a prendere, è nettamente più forte.
Tutto questo significa che noi possiamo andare verso una vittoria definitiva, essere vincitori, nella misura in cui ci affidiamo alla potenza del Cristo risorto, che è potenza d’amore, in cui si manifesta il grande segreto di Dio che è la Trinità, la comunione, la bellezza. Tutto ciò che è del mondo non è secondo la bellezza e la comunione vera, non secondo la dignità dell’uomo e, siamone certi, ciò viene anche da Satana attraverso le dinamiche complicate delle decisioni personali, nella forma dell’inganno, della seduzione, della spinta verso una direzione distruttiva. Satana che sa di dover fare i conti della nostra libertà, usa la seduzione e può arrivare fino al possesso totale della persona che non riesce più a pensare, parlare ed agire se non in un certo modo fino all’infatuazione totale e distruttiva per cui si fanno cose di cui non ci si rende conto. Questo è il punto di arrivo di tale possessione, non accade nel giro di un giorno, come è accaduto a Giuda.
Apocalisse 21, 1: “Vidi poi un nuovo cielo ed una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi ed il mare (abisso in cui abita Stana) non c’era più.” Questo è il frutto ultimo della redenzione in atto perché la redenzione significa anche che l’uomo può vincere Satana in tutte le sue intenzioni, azioni e quindi può vincerne la tentazione.