L’organo

La chiesa parrocchiale di San Martino ospita un organo costruito da Cesare Bernasconi intorno al 1897.

CENNI STORICI

Lo strumento fu collocato verso la fine del 1800 a completamento dei lavori di costruzione della nuova chiesa di San Martino. Nel tempo lo strumento subì diversi interventi e restauri, il più consistente ad opera dell’ organaro Bianchi negli anni ’60. In quella occasione le trasmissioni meccaniche del pedale furono sostituite con trasmissioni di tipo pneumatico tubolari e furono inseriti registri violeggianti al posto delle ance.

SCHEDA DELLO STRUMENTO

Lo strumento è posizionato in cantoria sopra l’ingresso principale, fronte altare. La vista architettonica mostra una cassa in legno a cinque campate, con trifora centrale ad arco, alloggianti undici canne ciascuna. La trifora è inserita tra due torri laterali contenenti sette canne ognuna (l’altezza delle canne laterali è proporzionalmente doppia a quelle centrali). Il prospetto è disposto a cuspide con bocche allineate e labbro a mitria.

Le canne della trifora centrale sono in stagno, quelle laterali, nelle due torri, sono di nuova fattura in lega di stagno a sostituzione di quelle vecchie in zinco non originali.

La consolle rispecchia chiaramente la tendenza ceciliana dettata dal congresso di Milano del 1880, tanto che l’autore stesso scrive in quegl’anni: “... collocare tutti i registri a Bottoni, con iscrizioni in smalto alla portata della mano e cioè sopra i manuali. Tutti i registri devono essere interi, percorrenti cioè tutta la tastiera… abolizione delle Duodecime nei pedali, dei Timpani e dei Campanelli… registri non più ammessi nelle Chiese! “

Quindi la registrazione a pomelli, adottata in questo caso, si può leggere come un compromesso tra le manette orizzontali e la registrazione a bottoni, nel tentativo di avvicinare le mani dell’esecutore i comandi dei registri.

La tastiera di tipo “pianistico”  con diatonici in osso e cromatici in ebano, ha un’estensione di 58 note (C1-A58). La divisione Bassi/Soprani è collocata tra il B24 e C25.

La pedaliera, diritta e leggermente concava, conta 27 note (C1-D27).

Il comando dei registri disposti su due file ai lati della tastiera, riporta le seguenti diciture:

COLONNA SINISTRA

Principale 16′
Decimaquinta 2′
Decima nona Vigesima seconda
Ripieno 4 file
Corno Inglese Soprani
Contrabbasso 16′
Basso 8′
Tremolo

COLONNA DESTRA

(vuoto)
Principale 8′
Flauto 4′
Flauto 8′
Voce Umana 8′
Ottava 4′
Flauto 4′
Viola 8′
Tromba 8′
Flautino 2′
Pedaletti: Unione Tasto – Pedale ; Mezzo Forte; Ripieno; Fortissimo

Lo strumento è composto da sette somieri dei quali il maggiore è di tipo ”a vento”, tipico della tradizione organara lombarda, ed è costruito in essenza di noce con portelle d’ispezione alla segreta in abete: la sua collocazione è centrale.

Altri due somierini sono posizionati ai lati del somiere maestro ed hanno funzione complementare alla disposizione delle canne dei Bassi del Principale 8′, dislocato ai lati per esigenze prospettiche rispetto al gruppo centrale. Un altro somierino, alloggiante la seconda ottava del Principale di 16′ al manuale (canne lignee alle quali segue, sul somiere maestro, la continuazione in lega metallica) è collocato sul lato sinistro dello strumento. I somieri al servizio dell’unico manuale sono dunque quattro. Il pedale conta tre somieri di cui due per il Basso 8′ è posizionato dietro il somiere maestro, appena decentrato rispetto a quest’ultimo, a ridosso della parete interna dell’edicola.

Roberto Bacchini

Per ulteriori informazioni sullo strumento e sull’attività concertistica in programma vi invitiamo a visitare il sito:

organobernasconivergiate.wordpress.com

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